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I CENT’ANNI DI SOLITUDINE DI WAYNE ODESNIK

Ispirato dalla nonna pattinatrice su ghiaccio. Costretto a lasciarsi alle spalle la sua terra natale a sette anni. Wayne Odesnik non è mai riuscito a spiccare il volo, fino a sprofondare nelle paludi del doping.

Ana Ivanovic e il sogno svanito lungo il cammino

Ana Ivanovic non aveva ancora venti anni quando ha vinto il Roland Garros e ha raggiunto la vetta del ranking. A limitare il suo talento cristallino sono stati freni autoimposti.

Chris Evert, la signora di ghiaccio

Chris Evert ha fatto dell’intelligenza tattica, la concentrazione e la profondità di palla i tre pilastri su cui costruire la sua leggenda, costruita su una serie di record tuttora imbattuti.

Le fatiche di Thomas Muster, Ercole moderno

Anziché destreggiarsi nelle 12 fatiche, Thomas Muster ha sgobbato sui campi da tennis di tutto il mondo, vincendo 44 titoli ATP, tra cui il Roland Garros, e diventando il n.1 del mondo.

Londra innalza il nuovo Re

Il sipario del Master chiude una stagione che vede Andy Murray aver ragione al fotofinish su un Djokovic spoglio della propria concretezza e, a fine torneo, anche della corona di n.1 del mondo.

Henri Cochet, il primo moschettiere

Da figlio del custode del Tennis Lyon a Moschettiere di Francia. Celebre la frase: «Ci sono più di cinquanta re e regine sul pianeta, ma c’è una sola Suzanne Lenglen e un solo Henri Cochet».

Il guru spirituale di Novak Djokovic non promette nulla di buono

Si chiama Pepe Imaz, crede nel paranormale e nel potere benefico degli abbracci. Da adolescente ha sofferto di bulimia ed è guarito con l’aiuto di uno scrittore complottista e antisemita. Caro Novak, ma avevi davvero bisogno di questo “santone” dalle idee strampalate?

Alexandra Panova, la ballerina di ghiaccio

Nel novembre del 2013, durante la finale di Fed Cup Alexandra Panova si è trovata sola contro la Vinci e 5.000 spettatori; eccetto uno, che ha lottato e sofferto insieme a lei fino alla fine.

A thing of beauty is a joy forever

Ecco, immaginiamo non un ritiro per scrittori, ma un ritiro per tennisti. Senza tutto quel dolore che i protagonisti del romanzo di Palahniuk si autoinfliggono. Noi non vogliamo che i nostri tennisti si facciano del male, no, no. Vogliamo però sapere tutto di loro. D’altra parte è così che vanno le cose. Siamo curiosi, vogliamo sapere, entrare nelle loro vite, capire.

Jelena Dokic, la ragazza interrotta

Speranza suggerita ma non mantenuta in pieno, più del quarto gradino del ranking di Jelena Dokic si ricorda la lotta contro la depressione, il padre padrone, l'ostinato tentativo di risalire, risultato vano.

L’insostenibile leggerezza di Henri Leconte

Talento cristallino, genio folle e imprevedibile, se in giornata di grazia incontenibile. Nel 1988, al Roland Garros, si arrese in finale ma mandò in delirio i francesi. Tre anni dopo avrebbe riportato la Francia sul tetto del mondo in Coppa Davis.

Il curioso caso di Kimiko Date

«Il mio nome è Benjamin Button, e sono nato in circostanze insolite. Mentre tutti gli altri stavano invecchiando, io diventavo sempre più giovane...».

Gordon Reid: quando il (wheelchair) tennis salva la vita

Nel 2016 ha vinto due Slam, la medaglia d'oro in singolare e la medaglia d'argento in doppio alle Paralimpiadi di Rio. Ha solo 24 anni ed è il più forte di tutti. Più della malattia che, quando aveva 12 anni, gli ha negato per sempre l'uso delle gambe.

Nicola Pietrangeli, Radnaja

Vincitore di due Roland Garros consecutivi, semifinalista a Wimbledon, capitano trascinatore della vittoria azzurra di Coppa Davis a Santiago del Cile. “Radnaja” era solita chiamarlo la madre, un’espressione che in russo assume il significato di “carissimo”, ma in modo marcatamente intimo.

Svetlana Kuznetsova, indecifrabile sciarada

L'11 settembre del 2004 Svetlana Kuznetsova conquista New York a soli 19 anni ed anticipa il futuro: l'unione tra il "marchio spagnolo" e la mistica follia della Madre Russia l'aveva resa una giocatrice fuori degli schemi, indefinibile, perennemente sospesa tra luce e oscurità.

L’orgoglio di Shahar

Shahar Peer e le difficoltà di essere nata in Israele. Dalle proteste di un gruppo di manifestanti ad Auckland nel 2008, al visto negatole a Dubai l’anno dopo. Shahar è un triste esempio di come la politica possa far vivere una professionista nel dubbio e nel timore.

Le Olimpiadi della Russia tra ingiustizie, lacrime e orgoglio

Il pianto di Yulia Efimova, le leggendarie sirene Ishachenko e Romashina, la pulce Mudranov, il rinvenuto Vlasov, il dominio delle zarine nella scherma e nella pallamano, la tenacia di Lesun, l’eleganza di Alya Mustafina, il crollo della divina Kudryavtseva, il sogno di Vesnina e Makarova. La Russia a Rio è questo e tanto altro.

L’incontro che poteva cambiare il mondo

Un incontro di primo turno destinato a cambiare le sorti dei due duellanti: se Paul-Henri Mathieu prenderà il volo verso la top ten, la sicurezza di Guillermo Canas si sarebbe sgretolata definitivamente.

L’incredibile viaggio di Sorella Na

L'infanzia divisa tra scuola e tennis, la morte del padre, un precoce ritiro, il ritorno, la conquista di due slam fino allo stop e la nuova vita da moglie e madre. È Li Na.

Mary Pierce, The Body

L’infanzia difficile, una scalata ostacolata dal mescolarsi di generazioni eccezionali, la forza di ritagliarsi un posto nell’olimpo vincendo due slam.

Boris Becker e la rinascita di Novak Djokovic

Il trionfo di Novak Djokovic al Roland Garros ha respinto definitivamente le critiche un tempo mosse nei confronti del sodalizio tra il serbo e Boris Becker. Il tedesco ha reso il serbo un giocatore ancora più solido e completo.

Wimbledon, un attimo di eternità fuori dal tempo

Wimbledon è il santuario del tennis, con le sue tradizioni, il divino di Basilea, l'atmosfera surreale, il sultano dei Balcani, le fragole con panna, le imbattibili sorelle Williams, il Village dove annegare i propri dispiaceri.

Orfani di Roger Federer

Riflessioni dopo la sconfitta di Roger Federer a Wimbledon: la Bellezza cinetica, David Foster Wallace, il tennis come esperienza religiosa e il timore dell'abbandono di un campione.

Il sesso come sublimazione del tennis

Chi avrebbe mai detto che Sigmund Freud fosse appassionato di tennis a tal punto da dedicare circa 80 scritti agli studi di tennis-analisi? Recensione del libro di Theodor Saretsky.

John McEnroe, il braccio sinistro di Dio

Ha portato la magia dentro il campo da tennis, ha urlato in faccia al mondo la propria rabbia, ha lasciato un vuoto incolmabile nel nome della geniale e irripetibile contraddizione quale era lui, nella sua essenza, nel suo essere John McEnroe.

Marat Safin, una poesia durata un attimo

Pazzo, ironico, più russo di un verso di Esenin, Safin ha incantato, ha rapito, ha illuminato il tennis come un fulmine che stanco della durata del sole ruba la luce e acceca il cielo per poi morire.