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The American Way of Sport

Le ragioni per cui gli Usa sono all’avanguardia in questo campo e in quelli strettamente ad esso correlati. Che cosa debbono imparare gli altri paesi, Italia compresa?

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In molti hanno guardato con interesse al mito americano. Tanti lo vedono come sogno, modello irrraggiungibile. Altri invece lo denigrano oppure lo odiano. Lungi da noi entrare in questa disputa. Cicerone disseDe gustibus non disputandum est”. Vogliamo invece soffermarci su un altro aspetto, che chiameremo “The American Way of Sport”. Cerchiamo di capire perché gli Usa sono avanti in questo campo rispetto ad altri paesi, Italia compresa.

Innanzitutto partiamo dal sistema scolastico. Quest’ultimo favorisce la pratica sportiva fin dalla scuola primaria. Se uno studente eccelle in una particolare disciplina, viene incentivato a scegliere un istituto dove poter continuare a praticarla nel miglior modo possibile, senza per questo trascurare lo studio. Gli Usa sono bravi a coltivare talenti, ragionando in materia di forward looking, di manifest destiny. In Italia invece ci si trova davanti ad un bivio, costringendo ad una difficile scelta tra scuola e sport. Già nel nostro paese le ore di educazione fisica sono poche, se poi guardiamo alle palestre di certi istituti, ci sarebbe da stendere un velo pietoso. Non basta l’introduzione del liceo sportivo all’Italia per stare al passo con gli Usa, ce n’è ancora tanta di strada da fare. Le high school, i college o campus universitari statunitensi sembrano chimere per noi.

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Passiamo ora ai luoghi che ospitano i grandi eventi. Negli Usa più che stadi, palasport oppure arene, circuiti si può parlare di autentiche cattedrali, templi di una particolare disciplina sportiva. Il più fulgido esempio di questa tesi è il famoso Madison Square Garden di New York, che più volte nel corso della storia ha cambiato pelle e sede all’interno della Grande Mela. Ha iniziato ospitando le Sei giorni del ciclismo su pista, per poi proseguire con gli incontri della grande boxe, passando per le finali del Masters di tennis, arrivando agli incontri validi per il basket NBA e l’hockey su ghiaccio NHL. Un esempio di longevità tra i luoghi dello sport lo troviamo con il Wrigley Field di Chicago, dal 1916 sede delle partite interne dei Cubs, tornati a vincere le World Series di baseball, dopo un’astinenza lunga 108 anni. Questa struttura conserva intatto il suo fascino vintage o meglio Old Style.

Samuele Bersani in Coccodrilli cantava che “la provincia denuclearizzata, a 6 km di curve dalla vita”. Eppure una città di soli 100 mila abitanti nel Wisconsin, chiamata Green Bay, si è guadagnata l’appellativo di Titletown, per i risultati conseguiti dai Packers nel football NFL. Questa squadra spesso e volentieri si è rivelata un baluardo insuperabile per quelle delle grandi metropoli. Qui da allenatore ha collezionato grandi trionfi Vince Lombardi. Una statua tributo alla sua memoria è presente all’ingresso del Lambeau Field, lo stadio che ospita le partite casalinghe dei Packers. Negli Usa lo sport di alto livello si può fare anche nella provincia.

Un altro aspetto interessante è quello del salary cap, utilizzato negli Usa da: NBA, NFL, NHL, MLB, MLS. Nessuna franchigia può spendere più di quello che guadagna e deve rispettare il tetto sugli stipendi dei giocatori. In questo modo viene favorita maggiormente la competizione tra le squadre e pure quelle più deboli possono sperare un giorno di imporsi. Chi arriva ultimo in un campionato, potrà operare per primo ad acquistare i giocatori nel Draft che precede l’inizio di quello successivo. La nazionale USA di calcio è formata equamente da elementi di ogni franchigia.

superbowl

In nessun altro posto come gli Usa lo sport è diventato un’importante forma di entertainment. Gli americani vanno agli eventi con le rispettive famiglie, senza pericoli di violenza o incidenti all’interno degli impianti. L’evento stesso ha una sua ritualità che va oltre lo sport. Ciò ha contribuito a fare di esso una sorta di istituzione, un must, un appuntamento indimenticabile. Pensiamo ad esempio a quelli come: 500 miglia di Indianapolis, Superbowl, Finali NBA, NHL e World Series MLB. Il merito di tutto questo non è solo della televisione, ma degli organizzatori che hanno saputo valorizzare al massimo il proprio prodotto.

Il soccer ha fatto fatica ad affermarsi negli Usa. Non è bastato l’arrivo di campioni come: Chinaglia, Pelè, Cruyff, Beckenbauer a farlo decollare. Nel 1994 in tanti hanno guardato con scetticismo alla disputa in Usa dei Mondiali di calcio. Basti pensare che Elio e Le Storie Tese hanno scritto la canzone dal titolo Nessuno allo Stadio. Eppure nel giro di 20 anni è cambiato il vento e la MLS sta diventando sempre più popolare tra gli americani, che numerosi riempiono gli stadi. Molti grandi campioni vengono volentieri a giocare in questo campionato, contribuendo allo sviluppo del soccer. La nazionale Usa non è ancora competitiva per vincere i Mondiali ma si trova sulla strada giusta per provare a farlo un giorno.

Gli Usa sono molto più avanti in materia di sport rispetto a tanti altri paesi, Italia compresa. Però pure loro non sono immuni da scandali, ad esempio in materia di doping. Basti pensare allo scandalo dei laboratori Balco oppure a quanti anni ci sono voluti per smascherare il ciclista Lance Armstrong. Nonostante negli Usa abbia sede la WADA e il suo impegno, la lotta al doping è ancora lontana dall’essere vinta. So The American Way of Sport is almost perfect but not the best in the world yet.

INDIANAPOLIS IN - MAY 27, 2012: Ryan Briscoe, driver of the #2 Team Penske Chevrolet runs ahead of a pack of cars during the IZOD IndyCar Series 96th running of the Indianapolis 500 at the Indianapolis Motor Speedway (Photo by Phil Ellsworth / ESPN) - RAW FILE AVAILABLE -

INDIANAPOLIS IN – MAY 27, 2012: Ryan Briscoe, driver of the #2 Team Penske Chevrolet runs ahead of a pack of cars during the IZOD IndyCar Series 96th running of the Indianapolis 500 at the Indianapolis Motor Speedway. (Photo by Phil Ellsworth / ESPN) – RAW FILE AVAILABLE –

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Classe 1984, vive a Perarolo di Vigonza (PD), storico per laurea (con specializzazione in storia moderna e contemporanea) è un grande appassionato di sport. Divora libri sull’argomento, si documenta tramite foto, filmati e video, non si perde un evento, spaziando tra: calcio, volley, ciclismo, sport motoristici, tennis ed anche curling e snooker.
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