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Naim Süleymanoğlu: il disertore, l’eroe

Storie e prodigi del "piccolo Ercole", nato in Bulgaria, ma "disertore", pagato a peso d'oro dalla Turchia affinché possa gareggiare e vincere sotto i colori della nuova bandiera.

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Naim Suleimanov nasce a Ptichar, un villaggio di montagna della provincia di Kardzhali, dove più della metà degli abitanti è di origine turca, come lui, e forma la maggioranza assoluta. Il padre è un minatore di zinco alto poco più di un metro e mezzo, la madre lavora in una serra e non supera il metro e 45 centimetri: Naim si rivela poco più basso del padre. Le straordinarie imprese che si trascina dietro fin da bambino lo fanno entrare nel giro che conta del sollevamento pesi e già a 16 anni riceve dal governo bulgaro un appartamento ed uno stipendio mensile. Nel 1984, l’anno in cui perde la prima occasione olimpica a causa del boicottaggio della Bulgaria, lo stesso governo che lo trattava con i guanti comincia una violenta repressione della minoranza turca.

Il canale migratorio tra Bulgaria e Turchia è sempre stato molto attivo, poichè molti sono gli eventi che hanno visto partecipi le due nazioni: dalla guerra turco-russa del 1877-78 che vide i primi flussi massicci di emigrazione turca verso i balcani, all’Impero Ottomano che conquistò la Bulgaria e ne fece un principato vassallo (Bulgaristan Prensliği) dal 1878 al 1908. Il fatto di essere stati i “padroni”, conquistatori e invasori, rendeva i turchi indigesti alla nazione bulgara, che ebbe rapporti sempre conflittuali con quella minoranza straniera e musulmana che non cessava di andare e venire. L’ondata di emigrazione più grande si ebbe nel 1989, quando 310.000 turchi lasciarono il regime comunista di Todor Zhivkov proprio a causa di quel programma di repressione cominciato nel 1984 che prevedeva la bulgarizzazione della minoranza turca con la rinuncia forzosa a nomi ((Circa 900.000 persone, il 10% della popolazione, furono costrette a cambiare nome.)) ed usanze musulmane.

Inoltre cessò il riconoscimento dei turchi come minoranza nazionale, dato che in realtà, questa la motivazione, i musulmani (tra i quali i turchi) erano discendenti di bulgari obbligati alla conversione dall’Impero Ottomano. Questi, dunque, per “rinascere” bulgari, dovevano adottarne nomi e religione, pena la perdita di salario, pensione e prestiti bancari; i certificati di nascita e di matrimonio sarebbero stati rilasciati solo con nomi bulgari e i costumi turchi vennero aboliti rimuovendone i segni casa per casa. Inutile aggiungere che le moschee vennero chiuse. Tra le 500 e le 1.500 persone vennero uccisenel tentativo di resistere a tali misure, centinaia finirono nei campi di lavoro o deportate. Cosa ci fosse alla base di una campagna discriminatoria così forte non è chiaro, ma la sproporzione tra il tasso di natalità turca e bulgara fu probabilmente una delle cause principali – “Ethnic Turks in Bulgaria – NATO and Department of State statement – transcript” – US Department of State Bulletin, 10/1989.

naim suleymanoglu

Nel dicembre del 1984 Suleimanov, di ritorno a Momchilgrad per trovare i parenti ((La famiglia Suleimanov si era trasferita dal villaggio alla città quando Naim aveva 3 anni.)), scopre che una manifestazione turca è stata repressa violentemente dalle autorità bulgare. La campagna anti-turca si intensifica: le moschee vengono chiuse, le tradizioni musulmane bandite, così come lingua e vestiti turchi. Chi non rispetta le regole viene arrestato o addirittura giustiziato. È questo il clima che nel 1985 accompagna il sollevatore ad un raduno di allenamento di dieci giorni a Melbourne, dove viene avvicinato da disertori bulgari di origine turca che gli propongono di fare lo stesso gesto. Naim rifiuta, ma li avverte che se il governo bulgaro gli dovesse imporre il cambio di nome, come già successo ad altri turchi, allora si ricrederebbe. Al ritorno in Bulgaria gli viene confiscato il passaporto, sostituito da uno nuovo fiammante con scritto Naum Shalamanov; come se non bastasse di lì a poco esce su un giornale una finta intervista che gli attribuisce un sentimento di orgoglio per aver ripreso il suo “vero nome bulgaro”. L’anno successivo Naim/Naum torna a Melbourne per i Mondiali di sollevamento pesi: alla fine del torneo si unisce al resto della squadra bulgara per un banchetto al ristorante Leonda, nel sobborgo di Hawthorn; durante il ritrovo si scusa e raggiunge i bagni scomparendo nel nulla. Dopo essersi nascosto per quattro giorni riappare al consolato turco chiedendo asilo: viene fatto salire su un volo per Londra, dove trova ad attenderlo il jet privato del primo ministro turco Turgut Özal – lo stesso ministro garantì a Naim un dono dalle banche turche pari a 342,5kg di oro, ovvero il peso che aveva sollevato alle Olimpiadi di Seoul del 1988 conquistando l’ennesimo record del mondo – diretto in Turchia. Una volta sbarcato, bacia il suolo turco diventando immediatamente eroe nazionale.

Le regole olimpiche vogliono che un atleta che cambia nazionalità debba aspettare tre anni prima di prendere parte ad una competizione internazionale, a meno che non riceva una liberatoria dalla nazione d’origine. Il governo bulgaro fu lieto di scambiare nel 1988 la liberatoria con un assegno da più di un milione di dollari del governo turco, oltre all’assicurazione che Suleimanov/Shalamanov avrebbe smesso di criticare pubblicamente la loro politica. Finalmente turco, il sollevatore assunse a livello internazionale il nome di Naim Süleymanoğlu, il corrispondente “vero nome turco” del “falso nome bulgaro”.

Finito il comunismo, la Bulgaria divenne una nazione democratica. Nel marzo del 1990 venne ratificata una legge che consentiva ai turchi di ripristinare il cognome originale: nell’arco di un anno le richieste furono circa 600.000. Lo stesso anno venne istituito il Mufti, il leader spirituale dei turchi in Bulgaria, mentre l’anno successivo la nuova Costituzione garantì ai cittadini di origine diversa da quella bulgara ampi diritti, revocando la messa al bando dell’insegnamento della lingua turca. Nel gennaio del 1991 un’altra legge sancì la possibilità per i cittadini di origine turca di cambiare i loro nomi o eliminare i suffissi slavi ((Haykaram Nahapetyan, “The Turks of Bulgaria: The 5th Column of Ankara”21-st Century, No.1/2007.)). Il governo bulgaro ha chiesto formalmente scusa per la politica adottata nei confronti della minoranza turca e benchè permanga qualche pregiudizio, i turchi oggi sono perfettamente integrati nello strato sociale bulgaro.

Come riassumere in breve la sua biografia prettamente sportiva? Mentre in Inghilterra nasce la città di Milton Keynes, in un villaggio di montagna all’estremità meridionale della Bulgaria vede la luce Il piccolo ErcoleNaim Suleimanov nasce da genitori turchi nella regione bulgara a più forte presenza turca e col tempo diventa una vera e propria icona per la sua nazione d’origine. Comincia a sollevare pesi da quando ha 9 anni: 30 chili distribuiti su poco più di un metro. A 10 anni vince la sua prima gara, a 12 la rinomata scuola bulgara di pesistica si accorge che è nato per fare il sollevatore: tre anni più tardi fa segnare il suo primo record. A 16 anni diventa il secondo di soli sette atleti a sollevare di slancio tre volte il suo peso. La sua statura aumenta, ma non supererà mai il metro e 52. L’occasione olimpica gli sfugge una prima volta nel 1984, quando la Bulgaria si unisce all’Unione Sovietica nel boicottaggio delle Olimpiadi americane: in quella stessa estate solleva 30kg più del campione olimpico. Due anni dopo diserta e riappare in Turchia, ottenendo cittadinanza e un nuovo cognome.

Dal 1988 al 2000 non manca neanche una competizione olimpica dei pesi piuma: nel 1988 guadagna l’oro a Seul, nel 1992 è di nuovo oro a Barcellona e nel 1996 diventa il primo sollevatore a vincere tre medaglie d’oro alle Olimpiadi, per di più consecutive. Dopo due ritiri annunciati e rimangiati ((Il primo a soli 22 anni, dopo aver vinto i Campionati del Mondo del 1989; il secondo nel 1996 dopo aver vinto la terza medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atlanta.)), prova ad aggiungere la quarta medaglia all’incredibile serie, ma a Sydney non riesce a sollevare 145kg (record mondiale) e viene eliminato dalla competizione. Si ritira con all’attivo 7 titoli mondiali, 7 europei ((Mondiali 1985, 1986, 1989, 1991, 1993, 1994, 1995. Europei 1984, 1985,1986, 1988, 1989, 1994, 1995.)) e 58 record del Mondo. Se la controversia dei turchi-bulgari è diventata una questione internazionale lo si deve anche a questo sollevatore di un metro e mezzo, che ha gareggiato e vinto con tre passaporti diversi e che dopo aver disertato per la sua patria ha potuto rivedere la famiglia solo alla morte del comunismo.

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Un articolo originariamente pubblicato su www.sportvintange.it.

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