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I CENT’ANNI DI SOLITUDINE DI WAYNE ODESNIK

Ispirato dalla nonna pattinatrice su ghiaccio. Costretto a lasciarsi alle spalle la sua terra natale a sette anni. Wayne Odesnik non è mai riuscito a spiccare il volo, fino a sprofondare nelle paludi del doping.

Ana Ivanovic e il sogno svanito lungo il cammino

Ana Ivanovic non aveva ancora venti anni quando ha vinto il Roland Garros e ha raggiunto la vetta del ranking. A limitare il suo talento cristallino sono stati freni autoimposti.

Chris Evert, la signora di ghiaccio

Chris Evert ha fatto dell’intelligenza tattica, la concentrazione e la profondità di palla i tre pilastri su cui costruire la sua leggenda, costruita su una serie di record tuttora imbattuti.

Le fatiche di Thomas Muster, Ercole moderno

Anziché destreggiarsi nelle 12 fatiche, Thomas Muster ha sgobbato sui campi da tennis di tutto il mondo, vincendo 44 titoli ATP, tra cui il Roland Garros, e diventando il n.1 del mondo.

The Midfielder

Una vita fatta di calcio e Manchester United. Uno dei migliori interpreti del ruolo di centrocampista e probabilmente il più sottovalutato di tutti. La storia di Paul Scholes, the silent hero.

I dominatori del ghiaccio

Tra gli anni '70 e gli anni '80 l'hockey su ghiaccio ha avuto un padrone assoluto: la Russia. Tre nomi hanno fatto la storia: Valerij Charlamov, Vjaceslav Fetisov e Vladislav Tretiak.

L’addio di Ray Ray

Di maglie ne ha indossate 5, di titoli NBA ne ha vinti 2 e non manca l'oro olimpico. Vita, morte e miracoli di un cecchino capace di mettere a segno 2973 triple, per un totale di 8919 punti realizzati da fuori la lunetta.

Londra innalza il nuovo Re

Il sipario del Master chiude una stagione che vede Andy Murray aver ragione al fotofinish su un Djokovic spoglio della propria concretezza e, a fine torneo, anche della corona di n.1 del mondo.

Il grande Górski

Da centroavanti mai sbocciato a "santone" capace di trascinare la Polonia a due medaglie olimpiche e a una semifinale mondiale in soli quattro anni. La sua parabola termina in Grecia, recitando ancora la parte del vincente.

Il colosso di Maroussi: Spyros Louīs

La vita di Spyros Louīs si mescola ai miti dell'antica Grecia: figlio di umili vignaioli, leggenda vuole che prima di trionfare alla Maratona si sarebbe fermato lungo il tragitto per bere un calice di vino.

Henri Cochet, il primo moschettiere

Da figlio del custode del Tennis Lyon a Moschettiere di Francia. Celebre la frase: «Ci sono più di cinquanta re e regine sul pianeta, ma c’è una sola Suzanne Lenglen e un solo Henri Cochet».

Benvenuti nel pazzo mondo di Zemanlandia

Le sue squadre hanno proposto un gioco spumeggiante e irripetibile fatto di verticalizzazioni e azioni in velocità che si susseguono in loop. Il modulo 4-3-3 è per lui una filosofia di vita. Ha vinto poco ma una cosa è certa: con Zeman il calcio diventa luna park.

Il senso di Pernilla per la neve

Il suo sorriso era secondo solo alla caparbietà di dimostrarsi una campionessa polivalente. Nonostante gli incessanti infortuni è stata capace di impartire non pochi dolori a sua maestà Vreni Schneider.

The American Way of Sport

Le ragioni per cui gli Usa sono all’avanguardia in questo campo e in quelli strettamente ad esso correlati. Che cosa debbono imparare gli altri paesi, Italia compresa?

Il guru spirituale di Novak Djokovic non promette nulla di buono

Si chiama Pepe Imaz, crede nel paranormale e nel potere benefico degli abbracci. Da adolescente ha sofferto di bulimia ed è guarito con l’aiuto di uno scrittore complottista e antisemita. Caro Novak, ma avevi davvero bisogno di questo “santone” dalle idee strampalate?

La tempesta di Istanbul

Quando la natura si risveglia, è capace di distruggere in poco tempo, il lavoro che l’uomo ha completato in un’intera vita. Quella sera ad Instanbul fu l’uomo a distruggere il proprio lavoro, come avrebbe potuto fare solo la natura. La storia dei 360 secondi di blackout del Milan, nei quali i ragazzi di Ancelotti buttarono via la finale di Champions League.

Basket e diritti civili: i Texas Miners e l’NCAA 1966

In un'America in cui i problemi razziali sono all'ordine del giorno, il 19 marzo del 1966 i Texas Miners si presentano nella finale dell'NCAA con cinque giocatori di colore. Batteranno i Kentucky Wildcats e sarà l'apoteosi.

Jannie De Beer, Re per una notte

28 anni, un futuro ormai quasi del tutto alle spalle e un allenatore a cui il tuo gioco proprio non piace. Piccolo manuale sul come prendere per mano tutti e portarli di là del guado, tra fede in Dio, trance agonistiche e allenatori temerari.

Alexandra Panova, la ballerina di ghiaccio

Nel novembre del 2013, durante la finale di Fed Cup Alexandra Panova si è trovata sola contro la Vinci e 5.000 spettatori; eccetto uno, che ha lottato e sofferto insieme a lei fino alla fine.

Higuain, da Napoli a Torino: la storia d’amore del Pipita

Destino vuole che veda la luce a Brest, a diciannove anni è alla corte di Capello al Real Madrid, il suo fiuto per il goal e gli schemi di Maurizio Sarri lo incoronano Re di Napoli, poi il "tradimento" sancito dal passaggio alla Juventus.

Naim Süleymanoğlu: il disertore, l’eroe

Storie e prodigi del "piccolo Ercole", nato in Bulgaria, ma "disertore", pagato a peso d'oro dalla Turchia affinché possa gareggiare e vincere sotto i colori della nuova bandiera.

Little Mo, l’imbattibile sconfitta dal destino

Dotata di un tennis solido, un gioco di gambe eccezionale e un carattere deciso, Maureen Connolly è la prima tennista a realizzare il Grande Slam. Un vita perfetta solo all’apparenza...

One love: Bob Marley e il calcio

«Se non fossi diventato un cantante sarei stato un calciatore.. o un rivoluzionario. Il calcio significa libertà, creatività. Significa dare libero corso alla propria ispirazione». Parola di Bob Marley.

Quattordici centesimi in otto anni

Omonima della figlia dei leggendari Kornelia Ender e Roland Matthes, la Franziska predestinata porta il cognome Van Almsick. Talento precoce e bellezza inequivocabile, nel suo destino ci sarà lo strapotere cinese, ma pure il record del mondo nei 200 metri stile libero.

Sandro Mazzinghi, pugni e rabbia

Il coraggio da gladiatore unito al cuore inesauribile lo resero indomabile sul ring. Dal trionfo mondiale prima su Ralph Dupas, poi su Ki-Soo Kim, alle sconfitte contro Nino Benvenuti, il nome di Alessandro Mazzinghi è sinonimo di leggenda.

A thing of beauty is a joy forever

Ecco, immaginiamo non un ritiro per scrittori, ma un ritiro per tennisti. Senza tutto quel dolore che i protagonisti del romanzo di Palahniuk si autoinfliggono. Noi non vogliamo che i nostri tennisti si facciano del male, no, no. Vogliamo però sapere tutto di loro. D’altra parte è così che vanno le cose. Siamo curiosi, vogliamo sapere, entrare nelle loro vite, capire.

Il profeta del calcio

Con la palla faceva ciò che voleva e sempre esprimendo un'eleganza divina. In più, era dotato di una visione di gioco lucidissima al punto che ogni azione sembrava essere sotto al suo controllo. Indossava la maglia n.14 ed il suo nome è Johan Crujff.

Tom Pryce: in controsterzo nel mondo

Dai trattori alla Formula 3 per arrivare ai Gran Premi di Formula 1 il credo di Tom Pryce era uno solo: non alzare mai il piede dal pedale. Storia di un pilota che ha affrontato le sfide della vita sempre al limite. Fino alla fine.